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giovedì, aprile 20, 2006
Alcuni link da annotare come memorandum.
A proposito di pattini da applicare alle scarpe ecco un sito con delle foto davvero interessanti come spunto per il prototipo che ho in mente: Old Dutch skates e The virtual ice Skates museum A proposito di arte africana un sito interessante con immagini e spiegazioni relative a maschere africane: AfricArte - Arte Africana sul sito di AfricArte ho scoperto l'esistenza di una mostra interessante sull'arte orafa africana ospitata a Genova presso il Castello d'Albertis. "Gli Ori degli Akan" é il titolo della mostra che chiude il 18 giugno. Sul sito del Castello (ce ne sono ben due) scopro notizie molto interessanti relativamente all'edificio e a colui che ne ha voluto la costruzione: il Capitano D'Albertis. martedì, novembre 22, 2005
Vagando su internet alla ricerca di non so bene cosa, ho trovato un sacco di siti interessanti. In primis, il sito di Barry Publow, pattinatore canadese di livello internazionale, che ha trovato il modo di guadagnarsi da vivere rimanendo vicino alle cose che lo appassionano. Il tipo in questione ha fondato una societá, la Breakaway Sports Group, che si occupa di allenamento e perfezionamento per pattinatori di ogni livello. Organizza dei camp di perfezionamento di un week-end, pubblica dispense e dvd divulgativi inerenti a queste esperienze, realizza piani di allenamento personalizzati. E riesce anche a partecipare con continuitá a gare su inline e su ghiaccio. Poi sono passato dalla Libreria dello Sport in attesa di visitare il punto vendita milanese, non appena il mio bancomat otterrá nuovamente la disponibilitá di spesa (se ne parla a dicembre). Dal questo sito sono approdato alla rivista di educazione fisica e sport mobile nella quale ho trovato interessanti documenti in formato pdf. Poi dall'editore Carzetti e Mariucci, sulla rivista americana Race & Roll Skating Magazine, sul forum di Speedskating.com. Da qui al sito di un team svedese: il Stockholm Speedskaters. E ho anche visitato il sito della Powerslide. E' possibile scaricare il catalogo 2006. Supendo! Quante cose interessanti, quanti spunti, quanti filmini che mi son fatto.
giovedì, ottobre 13, 2005
Mi sarebbe piaciuto partecipare alla Maratona di Carpi che si terrá domenica prossima. Ma mi sono fatto due conti e la cosa non é fattibile. Del resto, 45 euri di iscrizione mi sembrano tanti. Anche per un evento ben organizzato come questo. A questi vanno aggiunti i costi del viaggio e di un minimo di vitto. Anche dormendo in auto arriverei a spendere circa 120 euri. Che in questo periodo sono veramente tanti. E in linea di massima una trasferta del genere é costosa anche da altri punti di vista. Oltre al fatto che per praticare dello sport in compagnia mi sembra un po' eccessivo dover spendere una cifra del genere. E' per questo motivo che tempo addietro avevo lasciato perdere le gran fondo ciclistiche. Onerose le trasferte, l'iscrizione, l'organizzazione logistica. Con la bicicletta avevo preso l'abitudine di andare a fare dei giri lunghi alla domenica con un gruppo di amici. Si partiva al mattino e per mezzogiorno si era di ritorno. Era una mattinata dedicata a me. Non che mi dispiacesse l'idea di avere con me le persone a me care. Ma nessuna di loro era interessata a farsi un centinaio di km in bici, molti dei quali in salita, e quindi queste gite finivo per goderle con compagni d'avventura di piú o meno lunga data. La morale di questo inutile discorso é che allenarsi (in bici, sui pattini, correndo) richiede parecchia determinazione, tempo e impegno e che tutto questo ha bisogno di un riscontro di qualche tipo per mantenere viva la motivazione. O quantomeno questa é l'idea che mi son fatto. Allenarsi in bici durante la settimana ti mette nelle condizioni di poter fare dei giri lunghi nel week-end. E ti mette nelle condizioni di essere preparato per un viaggio di piú giorni in relativa autosufficienza. Con borsoni, tenda e sacco a pelo, per intenderci. Allenarsi con i pattini durante la settimana mi rilassa, mi aiuta a tenere sotto controllo quella parte di me che scalpita per andare (anche se non si sa bene dove). Ci sono periodi in cui mi viene la voglia di partecipare a uno di quegli eventi (tipo maratona di carpi) che ti mettono alla prova, che ti portano anche a confrontarti con altri, che ti permettono di incontrare altri. E quando questo non é possibile, non solo per questioni finanziarie, mi sembra di dover rinunciare a qualcosa. La questione é tutta nel fatto che anche partecipando ad eventi del genere dovrei rinunciare a qualcosa. E che alla fine va bene cosí. Anche se c'é una parte di me, la piú infantile, che batte i piedi e rugna.
mercoledì, ottobre 05, 2005
Mentre su Inline Planet si puó leggere il comunicato di FILA dal quale si apprendono le motivazione per le quali il Team Fila non parteciperá alla prossima stagione della World Inline Cup, sullo stesso sito scopro che é stato realizzato un nuovo circuito di maratone in Sud America.
Il primo evento della South American Inline Cup 2005 sará la maratona di Buenos Aires che si terrá il 4 dicembre 2005. Ulteriori info su questo evento sono disponibili qui. Non c'é che dire, IGUANA Think Tank AG, la societá che organizza la Swiss Inline Cup (SIC) e la World Inline Cup (WIC), aggiunge questo nuovo circuito di maratone. Circuito che si preannuncia interessante per il 2006 a giudicare dal calendario giá disponibile sul sito e dal monte premi delle singole maratone. venerdì, settembre 30, 2005
Adoro pattinare, mi piace immensamente girare in pista, mi piace farlo in compagnia. Le persone con le quali mi alleno fanno la differenza tra un mero e sterile esercizio fisico ed un momento di puro piacere. Ieri sera ero a pezzi giá prima di cominciare. E l'allenamento é stato veramente intenso. Quantomeno a mia sensazione. Ma riuscire a girare insieme a loro é veramente bello. Chiaccherare e ridere e incoraggiarsi e scherzare e faticare insieme é per me rasserenante. E poi c'é la parte fisica. E' stupendo arrivare in curva e riuscire a vedere la propria traiettoria, riuscire a seguirla, riuscire a spingere in uscita senza che le gambe cedano .. essere al tempo stesso il mezzo, il motore e il pilota .. stupendo e impagabile.
giovedì, aprile 28, 2005
Martedi ero contento nonostante il rientro al lavoro dopo quattro giorni di riposo - riposo bagnato, riposo fortunato. Per l'allenamento della sera. Giá, ero contento per quello. Dopo una giornata iniziata con tre ore di coda in auto e continuata, lavorativamente parlando, in maniera tutto sommato tranquilla, arriva l'agognato momento. Dopo un inizio promettente con una buona performance nei giri di corsa, si verifica un incidente durante la parte iniziale della fase cardine della seduta di allenamento. Ogni analisi a posteriori non sará in grado di dare conforto e giustificazione per quanto accaduto, ma arriviamo al dunque. La fase cardine della seduta di allemento era costituita da una serie piramidale costituita da un giro piccolo e due giri grandi a 42 per 3 volte per passare ad uno piccolo e due grandi a 40 per 2 volte, a 38 per una volta, a 40 per 2 volte, a 42 per 3, a 38 per una. In totale un discreto numero di giri ed un lavoro qualitativamente elevato.Terza serie da 42, nella fase a salire, in testa al gruppo costituito da quattro persone. In uscita dalla curva del giro piccolo la gamba destra non spinge a dovere, si apre ed io non riesco a recuperare né a mettere la sinistra a supporto. Sembra quasi che il tutto sia attribuibile ad un cedimento del ginocchio destro, dei legamenti del povero ginocchio. Risultato: cado rovinosamente su asfalto a circa 28 km/h, rotolando sulla destra, evitando in questo modo di coinvolgere i miei compagni in un tragico filotto. Ferita lacero-contusa al ginocchio destro con strisciata sul tibiale destro. Tre ferite da sfregamento su gomito destro, una su gomito sinistro, una su mignolo della mano destra, una sulla schiena - incredibile. Oltre a questo, il body nuovo bucato - sulla schiena - e la maglietta sotto al body bucata anch'essa - sulla schiena. La rottura di palle di accadimenti del genere é che le ferite bruciano di piú nei giorni a seguire. Inoltre lo sfregamento con gli indumenti non aiuta di certo la guarigione. Oggi, oltre al dolore da sfregamento, il ginocchio mi fa male per la contusione. Ed in questo scenario nel quale il corpo é stato relativamente martoriato, la ferita piú profonda l'ha subita il mio amor proprio. L'adirarsi per l'accaduto fa posto alla delusione. La troppa confidenza - nei propri mezzi - fa perdere la riverenza - la giusta concentrazione.
mercoledì, febbraio 16, 2005
Credo di aver capito il perché della sorta di attrito che esiste tra i pattinatori speed puri e quelli speedness, intendendo tra questi una vasta categoria di persone. Ex corridori, amanti delle andature sostenute, amanti del fitness piú impegnativo, fissati che si sono avvicinati al pattinaggio in un secondo momento e che si divertono a partecipare alle maratone. Ecco io sono in quest'ultima categoria. Ho notato una sorta di non-considerazione da parte dei pattinatori corridori nei confronti degli altri. Non riuscivo a capirne il motivo. In fondo si é tutti accomunati dall'utilizzo del pattino. E oltretutto del pattino con determinate caratteristiche, che lo avvicinano in maniera piú o meno marcata al pattino da corsa. Direi che é proprio il grado di vicinanza al pattino da corsa a caratterizzare del varie sfumature del popolo dei pattinatori non agonisti. Mi ha fatto specie un produttore di pattini da corsa, che mi ha detto di "non soffrire" l'hockey inline e le maratone. Per un attimo sono rimasto stupito, mi sono detto: é ben strano per un produttore di pattini non soffrire un evento che dovrebbe raccogliere molti pattinatori, soprattutto quelli speedness. Che sono poi dei consumatori come gli altri. Poi alla fine dei campionati indoor ho capito. Certo questo tipo di attrito, di insofferenza non é generalizzato né generalizzabile. Ma c'é. Si percepisce. Non é giusto. Ma comprensibile. Non so se esista la stessa cosa tra i podisti agonisti e il popolo dei runners, variegati anche loro come composizione e coinvolgimento. Ho ripensato al tempo trascorso da quando mi sono unito ai ragazzi con i quali mi alleno. Giugno dell'anno scorso. Non un lungo periodo. Eppure sembra tantissimo se guardo il mio modo di pattinare e di pensare ai pattini. La conduzione in curva é quello che, da quello che mi sembra di aver capito, spaventa piú di tutto. E questa é la chiave di volta in pista e nei circuiti indoor. to be continued ... martedì, febbraio 15, 2005
La trasferta a Forlí per assistere ai campionati indoor si é conclusa. Le gare, l'ambiente, il posto. Tutto é stato stupendo. Ho avuto modo di vedere in azione un gran numero di pattinatori e pattinatrici con i contro-cazzi. E devo dire che l'indoor é forse piú affascinante della pista. Potrei essere piú preciso dopo aver assistito a gare su pista e su strada. Ma le gare indoor alle quali ho assistito mi hanno davvero entusiasmato. In particolare la 5000 a punti l'ho trovata davvero spettacolare. Ottima l'organizzazione. Azzeccato il posto, il pattinodromo di via Ribolle a Forlí, immerso in una stupenda zona verde. L'unico neo é stata la nostra sistemazione logistica. A circa una decina di minuti da Forlí. Questo ci costringeva ad allontanarci a pranzo, a cena e nel dopo gara. Sarebbe stato sicuramente piú interessante dormire con un camper proprio a ridosso dell'impianto sportivo. Per non allontanarsi assolutamente da quel posto per tutta la durata della manifestazione. Un posto che per tre giorni é stato magico. Per gli atleti, per le gare, per l'atmosfera che si respirava. Per il casino che c'era negli spogliatoi, per il baillamme di persone che assistevano all'evento. Per i meravigliosi bodies indossati dagli atleti e soprattutto dalle atlete. Per i curiosi che guardavano, per gli addetti ai lavori che commentavano, per i so-tutto-io che banfavano. Ho visto recuperi in curva a dir poco incredibili. E in generale ho visto gente veramente brava. Mi é piaciuto tutto. Ho conosciuto diverse persone. E ho avuto modo di fare alcune considerazioni che stanno fermentando dentro questa testa bacata che mi porto appresso. E' stato bello andare con gianca. E' davvero una persona unica. Questi tre giorni sono stati uno spasso con lui. Un po' piú sofferenti mi sono sembrati il manu e gio. Secondo me hanno sofferto un poco di solitudine. Erano gli unici rappresentati maschi delle rispettive squadre e mi sono sembrati come pesci fuor d'acqua. Mentre clod l'ho vista proprio bene. Anche se in alcuni momenti sembrava un po' spaesata, é stata grande. Considerato anche il suo livello di preparazione non tanto alto. Ma ha una classe nel pattinare, una tecnica davvero stupende. E' un piacere guardarla pattinare. E in una competizione lo é ancora di piú, a confronto con altre atlete. lunedì, febbraio 07, 2005
La settimana appena conclusa é stata caratterizzata da ben quattro allenamenti. Quelli canonici il martedi, mercoledi e giovedi ed uno fuori programma la domenica mattina. Quello di domenica é stato veramente divertente anche se faticoso. C'erano anche alcuni ragazzi del Cantú conosciuti al raduno invernale che si stanno preparando per gli indoor della prossima settimana. Ed é stato veramente bello allenarsi tutti insieme. Anche se nei giri tirati sono sempre l'ultimo, almeno in quelli di riscaldamento ora riesco a rimanere in gruppo. E la cosa mi riempie di gioia. Perché riesco a rimanere in formazione con loro. Come nella foto che ho messo a sinistra. Ed é una sensazione bellissima. Mi ricorda molto lo stare in scia con la bicicletta quando si esce in gruppo con gli amici. Ma é ancora piú ravvicinato. Ci si riesce a parlare quasi sottovoce. Si é quasi un tutt'uno. Un serpentone di persone che pattinano allo stesso ritmo. Ed é stupendo riuscire a rimanere in questo gruppo. Muoversi tutti insieme come legati da un invisibile filo. Seguire le stesse traiettorie. E' una cosa impagabile. Sudore e fatica non sono nulla in confronto all'emozione che se ne ricava. martedì, gennaio 18, 2005
Da questa settimana ho cominciato ad allenarmi anche al lunedi. Devo dire che dopo il raduno a Cantú le mie gambe e la mia tecnica hanno fatto una sorta di salto di qualitá. Fatto sta che ieri sera sono riuscito a rimanere nel gruppo degli atleti senior. Delle due serie da 100 giri, nucleo dell'allenamento di ieri sera, ho perso solo una decina di giri verso la metá di ogni serie. Poi sono riuscito a rimanere incollato al Manú per gli ultimi 40 giri e sono riuscito anche a tirarne dieci mantenendo l'andatura. Stupendo!! Sono riuscito a volare in formazione anch'io e ne sono veramente contento. In compenso, alla fine della seconda serie la mia faccia aveva assunto un color rosso purpureo uniforme. Devo dire che ero veramente alla frutta. Non avrei retto una terza serie. L'unico neo della serata é stato quando é caduta Clod ed io, che le ero immediatamente dietro, saltandola l'ho colpita alla nuca con lo stinco sinistro. Ci sono rimasto davvero male perché ha preso un brutto colpo e io non sono riuscito ad evitarla completamente. Fortunatamente dopo pochi minuti era giá in piedi, con il collo dolorante e una bella sbucciatura al gomito sinistro. Nel complesso é andata bene. |
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Una nave in porto é al sicuro, ma non é per questo che é stata costruita ..
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