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lunedì, febbraio 04, 2008
La presenza della pioggia e l'assenza di marco sono stati devastanti. Non ho combinato niente e quel poco è avvenuto in solitaria. Lo definirei un week-end desolante durante il quale mi sono lasciato travolgere dallo sconforto. Una serie di occasioni mancate.
Per non parlare del risveglio di oggi e della gestione fantozziana delle attività mattutine. Ho perso di vista diversi punti di riferimento. Quando viene meno un qualche tipo di disciplina mentale ci si ritrova in balia degli eventi, la qual cosa potrebbe essere positiva se si intende vivere alla giornata. In caso contrario tutto il vissuto diventa un ibrido privo di senso perchè privo di una qualsiasi direzione. martedì, giugno 05, 2007
Ci sono giorni in cui l'obiettivo sembra raggiungibile seppur con fatica e tanta tanta dedizione. E ci sono giorni che sembra di navigare a naso, in cui ci si sente smarriti, in cui viene da pensare che ci si sta solamente illudendo, in cui l'obiettivo stesso viene messo in discussione. Spesso sono solo momenti e quando capitano ci si esorta a continuare senza cedere. Ma un dubbio rimane, il dubbio dell'auto-illusionismo.
giovedì, luglio 06, 2006
E' questo un periodo di grande confusione. Mi sento come se stessi attraversando una palude melmosa, immerso fino alla vita, l'incedere reso faticoso dalla densità del pantano. In questo percorso ho smarrito il senso di quello che sto facendo, la direzione da prendere, la destinazione da raggiungere. In questo percorso mi sento tremendamente solo.
Ripenso a quando vivevo giú, a quando ho deciso di accettare la proposta su milano. Alle aspettative che mi ero posto. In quel periodo ricordo di aver pensato all'ampliamento di possibilità e prospettive che il lavorare a milano mi poteva offrire. Ricordo anche di aver pensato di rimanere un paio d'anni a milano cercando nuovi contatti allo scopo di tornare giú per continuare a lavorare da casa con clienti milanesi. Questa era la direzione originaria, l'obiettivo al quale tendere. A partire da quel momento si sono verificati vari eventi che mi hanno portato ad un oggi nel quale mi sento smarrito. In queste occasioni vorrei tanto che qualcuno mi potesse dare delle indicazioni. Qualcuno, super partes, in grado di valutare la situazione dall'esterno e dare un proprio spassionato giudizio, una indicazione su ció che sarebbe giusto, corretto, adeguato da fare. Tipo una fatina. Ma mi rendo conto che questo non é possibile né sarebbe giusto. Una tale indicazione che mi consenta in qualche maniera di trovare un equilibrio in questa situazione la devo trovare da solo. Non me la puó fornire nessuno. Provo allora a ripercorrere il mio percorso da allora. Per rendermi conto del punto di partenza e della posizione attuale. E per comprendere in che direzione andare. Quale possa essere il punto di arrivo. martedì, aprile 18, 2006
Per il week-end di Pasqua mi sarebbe piaciuto andare via con m ed e, da qualche parte. Niente di strano o incredibile. Tre giorni lontano dai soliti luoghi e dai soliti percorsi. Purtroppo non mi é riuscito. In minima parte per questioni economiche, principalmente per una questione di organizzazione. Sono stanco. Fare su e giú ogni we é faticoso. Gestire il rapporto con e come genitore separato é difficoltoso. Gestire il rapporto con m e la sua gelosia nei contronti di e mi mette in difficoltà. Mi ritrovo a gestire due appartamenti senza esserne in grado. Mi ritrovo a gestire la mia vita in una maniera che non é quella che vorrei. Non sono capace a gestire un insieme di situazioni che mi mettono in crisi. E' come se non fossi in grado di organizzare la mia vita e le mie relazioni. Non riesco ad azzeccare momenti, scelte, parole. In questo we lungo che ho trascorso in riviera con m ed e, le cose non sono andate nella direzione che mi ero immaginato. Perché avrei voluto ricavare del tempo anche per me. E non era possibile. Perché non sono stato chiaro con m e in queste settimane gli ho inviato messaggi contraddittori. Perché la sua gelosia, pura e semplice, non mascherata, nei confronti di e mi lascia completamente disarmato. Perché ieri, ad un certo punto, avrei voluto essere distante da tutti e due. Perché non sono riuscito a rendere questo we l'occasione per riunire la mia "famiglia".
venerdì, novembre 04, 2005
Ho passato una piacevole serata con e e mi sembrava di aver trovato un po' di pace. Ma stamattina mi sono svegliato e tutti i pensieri grevi erano li ad aspettarmi. Sto finendo un libro che era rimasto in sospeso da tanto. Mi piace molto. In qualche maniera incontra il mio stato d'animo attuale. Nel fare le cose, nello svolgersi della giornata sembra di essere in due. C'é una parte di me che sembra un automa. Esegue i compiti assegnati per la giornata. Mi porta al lavoro in metro, fa colazione al bar, passa dal tornello per la timbratura, esegue diligentemente i compiti assegnati dal capo, torna a casa. Mi iscrive al corso istruttori, mi porta a pattinare, mi conduce in riviera a trovare mio figlio. Il tutto in maniera automatica, senza eccessivo entusiasmo. Come ad aspettare che la situazione torni alla normalitá. Come per tenermi il posto fino a che l'altra parte capisca cosa fare. Capisca che é inutile ogni resistenza. Capisca che bisogna tornare nei ranghi. Capisca che chi rompe paga. Capisca che il conto é ancora di là dall'essere saldato. E c'é l'altra parte. Che si dibatte come animale in trappola. Che non vede vie di fuga. Che non trova soluzioni che la soddisfino. Che ha il sangue avvelenato dalla rabbia. Che ha pensieri sanguinari. Che ha pensieri inutili. Che ha voglia di darci un taglio. E di queste due parti non ce n'é una che abbia il coraggio di farlo. Codardo di merda.
giovedì, novembre 03, 2005
Che cazzo ci sto a fare qui? E soprattutto cosa cambierebbe se non ci fossi piú? Direi niente. E questo si sa. Ma mi sento veramente male e sono veramente stanco. Come non mi era mai capitato. Cerco di pensare a cose positive, alle cose belle della vita, alle persone che amo e che mi amano. E nonostante questo ho voglia di sbattermi a terra e non rialzarmi piú. Qualcuno direbbe che se amassi veramente le persone che dico di amare, questo tipo di pensiero non dovrebbe presentarsi. Allora forse non amo veramente le persone che dico di amare. A cominciare da me stesso.
giovedì, settembre 22, 2005
Da una mailing-list apprendo che é in programma il "Real Code Day", evento rivolto agli sviluppatori di portali web e patrocinato da Microsoft Italia. Il programma sembra interessante anche se la panoramica che offre é chiaramente molto sintetica. Forse troppo. Il buon padre di famiglia dice che é uno di quegli eventi ai quali dovrei partecipare. Potrebbe essere utile per la mia vita professionale. Lo scriteriato adolescente dice invece che é una boiata pazzesca, un evento propagandistico nel quale si illustrano casi semplicistici che raramente capitano nella quotidiana realtá lavorativa. L'unica cosa interessante potrebbe essere il buffet gratuito offerto da ms. Piú utile sarebbe una giornata nella quale ti viene mostrato come saldare il metallo o come realizzare una forma in carbonio.
martedì, agosto 23, 2005
E' il secondo giorno lavorativo dopo tre settimane di ferie. Un senso di smarrimento e confusione mi pervade da alcuni giorni, ma solo da domenica notte lo avverto con limpida chiarezza. Mentre cerco di capirne il motivo, continuo la vita di sempre. Sto bene. Fisicamente intendo. Eppure mi sento come se mi mancasse qualcosa. Ho una vaga idea di cosa possa essere, ma non ne sono completamente sicuro. Mi manca e, mi manca m .. e contemporaneamente vorrei essere lontano da tutto e da tutti. Domenica, mentre scendevamo da giacopians, eravamo completamente avvolti dalla nebbia. Si vedeva solamente un breve tratto di strada, sembrava di avanzare nel nulla. Suggestivo davvero. La strada era tracciata e noi la seguivamo. Non era possibile fare diversamente. Un po' come sta succedendo ora. Con in piú questo senso di smarrimento, confusione e angoscia che mi segue come un'ombra.
giovedì, giugno 16, 2005
E' proprio bella la luna, così luminosa, così magnetica. Attrae il mio sguardo e mentre la contemplo ammirato mi perdo in mille pensieri. Mi manca e molto più di quanto immaginassi. E' partita lunedi e da allora non riesco a regolarizzare la mia giornata. Vado a dormire molto, troppo tardi. Mi viene male all'idea di tirarmi su al mattino. Il sonno fa la sua parte, ma non é solo quello. E' una sorta di scazzo, in insofferenza per la mia situazione lavorativa attuale. Mi mancano gli allenamenti in pista con i ragazzi. Mi pesano le due ore di viaggio (tra andata e ritorno) per andare a lavorare. Mi pesa il fatto di arrivare a casa cotto come una meringa. Di non riuscire più a combinare nulla. Mi pesa la rottura di cazzo della macchina, che però sembra volgere al termine. Mi pesa il non aver partecipato alle gare. Ma mi sarebbe pesato di più non stare con e e con m se vi avessi preso parte. Mi pesa questo mio desiderio infantile di volere tutto e di fare fatica ad accettare le rinuncie che una scelta comporta. Mi pesa la mia incapacità di gestire i soldi. Mi pesa il fatto di essere sempre preso per le palle con i soldi. Mi pesa la lentezza nel definire i termini dell'accordo per il divorzio. E' una situazione che ha del paradossale. Il rapporto con la n é sempre cordiale, ma dietro le quinte il suo avvocato fa delle richieste economiche come se disponessi dello stipendio di un dirigente. Mi pesa il rapporto con i miei, con mia madre in particolare. Continuo ad andare a mangiare da lei quasi ogni sabato, sperando che cambi qualcosa. Sperando che parli con me. E invece ho sempre l'impressione che lei parli con qualcun'altro, con chi avrebbe voluto che io fossi. E nonostante questo mi faccia male, continuo a farmi sotto. Mi pesa questa mia masochistica caparbietà. Mi pesa la soffocante monotonia della mia giornata. Sveglia ad un'ora del cazzo, metro+navetta, ufficio, navetta+metro, bollitura. Mi pesa il pendolarismo. In una maniera che nessun discorso, nessun ponderato ragionamento riesce a placare. Mi mancano le partite a hockey. Per tanti sembrano una superflua cazzata, ma io mi divertivo un casino. Era una sorta di rito del week-end durante il quale ci si ritrovava a giocare insieme. Mi pesa la distanza da m. Mi pesa il senso di colpa che provo quando trascuro m per e e quando trascuro e per m.
E' proprio bella la luna, così luminosa, così magnetica. Ed io continuo a guardarla, sognando ampi spazi dove lo sguardo si possa perdere e un tetto di stelle sotto al quale il malessere si possa placare. |
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Una nave in porto é al sicuro, ma non é per questo che é stata costruita ..
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