|
|
lunedì, febbraio 05, 2007
Domenica 28 incontro con Renato. Abbiamo discusso, mi ha spiegato le sue esigenze per quanto riguarda il lavoro che dovrei svolgere, mi ha fatto la sua proposta economica. Aveva i capelli lunghi alla "Napo orso capo" come ai tempi del primo colloquio. Molto piú scazzato nei rapporti del lavoro di quando ci siamo lasciati tre anni fa. Ora si occupa di restauro di moto d'epoca e ha una bellissima Gilera d'epoca (non so né il modello, né l'anno ma non mi sembra molto importante) frutto del suo ultimo restauro. Aria serena, fisico ammorbidito. Mi accoglie nell'ufficio di sempre, abbellito da nuove foto. Di paesaggi e dei suoi figli. Sono senza auto, siamo scesi in treno. Vado al mio appuntamento con la bicicletta. Arrivo sudato fradicio. Non é un buon biglietto da visita per un colloquio. Il nostro incontro dura un'ora e mezza abbondante. Si chiacchera sulle cose accadute in questi tre anni. Mi spiega l'evoluzione della sua attività, le nuove prospettive fornite da un cliente che anni addietro aveva creato non poche difficoltà. Mentre scrivo sto pensando "ci aveva creato". E' stata l'unica realtà aziendale nella quale mi sia sentito parte integrante. Nella quale mi sentivo di parlare al noi. Il rientro a casa é faticoso. Le gambe girano un po' a fatica, la mente é in piena attività. Marco é rimasto a casa, non ho voluto portarlo con me. Volevo che questo incontro fosse a quattr'occhi. Elena é al suo primo giorno ed é fuori combattimento. Sul lungo rettilineo dopo la stazione aggancio un tipo con la bici da corsa. Lo tengo per quasi un kilometro. Per quel kilometro riesco a liberare la mente e a godere di quel meraviglioso momento. La giornata passa faticosamente. Ho un peso sul cuore, vorrei parlarne con elena ma preferisco farlo quando saremo rientrati a casa.
E' trascorsa una settimana, ne abbiamo parlato lungamente a piú riprese. Ho cercato di valutare obiettivamente i pro e i contro della scelta che mi si proponeva innanzi. Ma non era possibile che fossi obiettivo. E dopo una settimana nella quale ero giunto ad una conclusione, ieri ne abbiamo riparlato. Elena si é dimostrata piú obiettiva di me e mi ha fatto riflettere sulla mia situazione. E non ho potuto che concordare con lei. Mio malgrado. Come spesso mi accade, ho voluto fare piú di quanto io sia in grado di fare. Non arrendendomi all'idea che alle fasi di azione vanno fatte seguire quelle di recupero, di stabilizzazione. La conclusione di questa settimana di pensieri, proiezioni e sterili ma necessari conteggi é stata che ho accettato la proposta di Renato. Anche se lo stipendio subirá una notevole riduzione, i vantaggi sulla qualità della vita saranno notevolmente superiori. La tipologia di lavoro é quella che mi é piú congeniale e l'ambiente lavorativo decisamente buono. Devo solamente aver pazienza per quanto riguarda il rapporto con elena. Che parla bene, ma reagisce male. martedì, maggio 02, 2006
Sul bollettino delle offerte di lavoro di Job-Net del 28 aprile leggo un'offerta che attira il mio interesse, pur non essendo inerente all'ambito professionale che mi riguarda.
"L´Agenzia Gastrojob ricerca personale (cuochi/e, camerieri/e, pizzaioli, generici/che di cucina, banconisti, gelatai…), da inserire nel settore della ristorazione italiana in Germania. Si richiedono massima serietà e minima esperienza. Si offrono vitto, alloggio e stipendio da concordare rispetto ad abilità e volontà!" Leggendo questo annuncio mi é venuta in mente Berlino. Comunque, per chi fosse interessato, il sito di riferimento é quello di GastroJob Europe. martedì, aprile 04, 2006
Mailing list di job-net. Tra le varie offerte che valuto, ce n'é una che mi incuriosisce. Vado sul sito della ditta che l'ha inviata. Si occupa di cose interessanti. Delle quali mi piacerebbe occuparmi. Logisticamente sono molto piú vicini a dove abito. Decido di inviare il curriculum. Just for fun. Per curiosità. Come tante altre volte. Anche se non mi risponderanno. E invece mi contattano telefonicamente tre giorni dopo. Ho fatto ieri il primo colloquio. Mi hanno contattato oggi per il secondo colloquio. Non me lo aspettavo. Mi spiazza e mi lusinga. Vediamo come va a finire. In meglio, in peggio, in pareggio. E' sulla contrattazione che sono un po' lacunoso. E' giunta l'ora di imparare.
giovedì, novembre 18, 2004
Un pomeriggio come tanti. Tanto per cambiare mi é stata affidata una nuova ed entusiasmante e rognosa attivitá. Lo so che mi pagano anche e soprattutto per queste stupende attivitá. Quelle che nessuno si vuol gobbare e che quindi si affidano ai consulenti. Ma lo voglio dire con assoluta e liberatoria franchezza: é un'attivitá che mi fa cagare. Sicuramente ne verró a capo (s'ha da campá), peró mi fa schifo. Anche se non riesco a capire se é l'attivitá in sé che é una schifezza o se sono io che la percecisco come tale. Un po' come il caffé della macchinetta. A volte fa schifo, a volte si fa bere. Eppure ho la convinzione che sia sempre lo stesso caffé (e che fondamentalmente faccia schifo), ma sia io che lo percepisco in maniera differente di volta in volta (papille gustative basite?, aria di primavera?, neuroni concentrati altrove? .. chi puó dirlo ...). Ed intanto scopro di avere le cuffiette alle orecchie da piú di quaranta minuti e di essemi dimenticato di mettere su la musica.
lunedì, novembre 15, 2004
Adoro il C e anche il C++, adoro i puntatori, adoro allocare e deallocare memoria in maniera esplicita, adoro sapere cosa c'é sotto al cofano del framework che utilizzo per lavorare e per ironia della sorte mi ritrovo a lavorare con C#. A questo punto preferivo lavorare con Java (che non mi entusiasma per ragioni simili, ma che almeno é portabile su piú piattaforme).
|
|
|
Una nave in porto é al sicuro, ma non é per questo che é stata costruita ..
|