venerdì, settembre 11, 2009
Sono una di quelle persone che tendenzialmente accumula roba con la prospettiva di utilizzarla in un momento successivo. Guardando casa mia e soprattutto la mia soffitta, mi sono reso conto di quanto questo sia vero ed assurdo. Più che assurdo, trovo questo comportamento perfettamente allineato alla mia tendenza a non voler riconoscere quello che posso fare in termini di tempo e di energie. Figlio stolto del mio tempo, mi faccio coinvolgere, suggestionare ed entusiasmare da tutte le varie stimolazioni ricevute dall'esterno. A cominciare dalla pubblicità, dalla frequentazione dei centri commerciali, dalla seducente disposizione delle merci di questi ultimi e dal sapiente lavoro degli addetti al marketing per i quali costituisco il target ottimale. Voglio poter fare tutto e possibilmente subito. Tutto ciò mi ha condotto, nel corso del tempo, ad accantonare varie cose acquistate con la vana speranza di poter intraprendere quel determinato percorso (ogni volta differente) che il possesso della cosa sembrava rendere possibile (almeno in potenziale).
Qualcosa del tipo: se già la possiedo, utilizzarla per quel determinato percorso sarà più facile.
Guardando le varie cose accumulate e ritornando con la mente ai pensieri fatti al momento della scelta, è questo il motivo principale di molti miei acquisti. Il fatto che, a distanza di mesi e ancor più di anni, io non abbia realizzato quel determinato percorso perchè semplicemente avevo sopravvalutato le mie energie, il tempo a mia disposizione, i costi accessori legati all'assiduità necessaria alla prosecuzione del percorso, mi fa capire quanto sprovveduto e stolto io sia stato e continui ad essere.
lasciato da slapshot | 15:37 | commenti | [ricerca, demenza, note to self]
venerdì, marzo 30, 2007
In aggiunta alla situazione finanziaria altamente fallimentare, ieri mi si é rotto lo spallaccio della borsa che portavo a tracolla. La poverina é caduta rovinosamente a terra mentre stavo pedalando e per poco non mi trascinava con sé. Al suo interno stava il mio cellulare sopra ad un morbido cordino di un bel colore viola. Risultato: il display del cellulare é irrimediabilmente compromesso. Lo posso accendere, ma non vedo una mazza. Dentro ci sono numeri di telefono, indirizzi, contatti, annotazioni. Che chiaramente non avevo ancora scaricato su portatile utilizzando il pratico e costoso cavetto del cazzo acquistato quasi tre settimane fa. Nel pensare che sono un coglione faccio pratica di compassione verso me stesso.
lasciato da slapshot | 10:59 | commenti (1) | [parole, demenza]



Una nave in porto é al sicuro, ma non é per questo che é stata costruita ..