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venerdì, marzo 30, 2007
In aggiunta alla situazione finanziaria altamente fallimentare, ieri mi si é rotto lo spallaccio della borsa che portavo a tracolla. La poverina é caduta rovinosamente a terra mentre stavo pedalando e per poco non mi trascinava con sé. Al suo interno stava il mio cellulare sopra ad un morbido cordino di un bel colore viola. Risultato: il display del cellulare é irrimediabilmente compromesso. Lo posso accendere, ma non vedo una mazza. Dentro ci sono numeri di telefono, indirizzi, contatti, annotazioni. Che chiaramente non avevo ancora scaricato su portatile utilizzando il pratico e costoso cavetto del cazzo acquistato quasi tre settimane fa. Nel pensare che sono un coglione faccio pratica di compassione verso me stesso.
30/03/2005 00:15
Hej gente,vero che non vi siete dimenticati di me?? Vivo ancora in polonia, ma in questo periodo sto viaggiando in bielorussia: zaino in spalla e tanta voglia di capire, insomma come al solito. Viaggiando ho raccolto un po' di mie impressioni, penso sia interessante condividerle, anche per rendere consapevoli dell'esistenza di certe realta', neppure cosi' lontane da noi. ...forse bisogna proprio cercarla una buona ragione per viaggiare in Bielorussia o forse non serve neppure una buona ragione se non vedere e tentare di capire come una paese grande piu' o meno come l'inghilterra, che fino a 15 anni fa era la capitale industriale della russia occidentale, ora si inserisca anonimamente in quel puzzle di stati che erano l'ex URSS. La sera quando a Warszaw e' arrivato il treno che mi avrebbe portato a Minsk (capitale della bielorussia), ero sorpreso nel vedere che fosse un treno russo: carrozze azzurre, tendine a pizzo bianche, passatoia russa lungo il corridoio e fiori finti impolverati. In 5 o 6 ore arriva al confine, dove si aspettano le solite due ore in controlli di documenti, visti, dichiarazioni varie di valuta, cellulari, macchine fotografiche, loro domande senza risposte... ma poi alla fine si riparte oramai e' notte fonda e io mi metto a dormire, ho ancora quasi 10 ore di viaggio. Ma non e' passato molto tempo e la mia carrozza inizia a prendere dei colpi da farmi quasi cadere dalla brandina. Ho avuto quella strana e spiacevole sensazione che il mio vagone fosse staccato dagli altri. Nello stesso momento entra la controllora rigorosamente bielorussa, accende la luce e urlando ad alta voce non so cosa sposta i bagagli che erano per terra e alza la consumata passatoia rossa fino a trovare una specie di tombino. E poi se ne va. Nel frattempo guardo fuori dal finestrino e vedo che il vagone, effetivamente separato dagli altri, entra in una specie di enorme officina, con a lato una schiera di operai. E' notte e mi sento un po' intontito. Spengo la luce e mi mi rimetto a dormire. Non se ne parla neppure. Entra un frettoloso e congelato operaio che riaccende la luce, alza il tombino e tira fuori un perno d'acciaio da mezzo metro e largo una spanna, poi se ne va. Dopo un minuto ho ancora una spiacevole sensazione: il mio vagone si sta alzando e non di poco. Vedo gli operai fuori scendere in basso... mi vesto, esco dallo scompartimento e vedo un altro vagone sollevato a un metro e mezzo, senza tutta la parte inferiore, ruote mica ruote e ammenicoli varie. Dopo poco con un argano e' trainato un nuovo telaio e riabbassato il vagone. La riparazione di un guasto?? No normale routine: in russia lo scartamento dei binari e' piu' largo e quindi ai treni che attraversano la frontiera cambiano le ruote con tutta la struttura inferiore. Tempo impiegato per tutto il treno: 2 ore. Ritorno a dormire, dopo 2 ore rientra un altro operai, riinfila il pernone, e mi addormento. La mattina mi sveglio e il treno corre lungo la pianura innevata. Qui l'inverno non e' finito. Sul treno conosco un tipo che ha un amico alla stazione che mi presenta un suo amico: "chi ti aspetta qui a Minsk?" "nessuno", gli rispondo "cosa!! sei matto? andiamo a casa mia" e infatti mi a portato nel suo appartamento nella triste ma bianca perifieria di Minsk. La moglie mi offre la colazione e il figlio di 11 anni timidissimo non osa dire una parola. Lui e' un professore, insegna ai cechi, mi accompagna all accademia e poi all'universita'. Vuole che rimanga a dormire a casa sua, ma ovviamente non se ne parla neppure. Alla fine mi trova un posto in una pensioncina dove ospitano i visitatori dell'instituto in cui lavora. Minsk, come un po' tutta la bielorussia e' una stato di polizia. Praticamente sotto la dittatura di un infame di nome Lucashenko che nel 96 si e' dato tutti i poteri togliendoli al parlamento con un referendum fittizio, che neppure la comunita' europea ha riconosciuto. Ha cambiato la bandiera, la festa nazionale e ha imposto il russo come lingua ufficiale (solo il 10% delle scuole insegna in bielorusso). Ora qui di liberta' c'e' ne e' poca. Sventolare la bandiera, anzi la ex bandiera nazionale e' reato! Ma alla gente questo non piace e nella capitale si vive un po' doi tensione. IN centro c'era una manifestazione, anzi direi una mezza rivolta e la cosa piu' incredibile e' che le centinaia di militari non erano schierati tanto contro i manifestanti, ma erano allineati lungo il perimentro delle strada, spalla contro spalla a formare un muro, per evitare che i passanti si unissero. Tutta la gente era ferma come a sostenere i manifestanti con lo sguardo o urlando "bielorussia libera" mentre la polizia li caricava. Ho trovato un ragazzo che parlava inglese. "vogliamo entrare nella comunita' europea, questo e' quello che veramente vogliamo, fortunati voi in Italia...." se sapesse quanto poca consapevolezza c'e' di questa fortuna da noi, smetterebbe di invidiarci. Ho viaggiato da Minsk verso il confine polacco nella campagna bielorussa: con tutte le sue casettine di legno colorate che riescono a risultare quasi caratteristiche. Non facile trovare da dormire, sporadici i mezzi pubblici, poco succolento il mangiare. Stranieri ben pochi e viaggiatori ancora meno. Ma la bielorussia ha voglia di cambiare,e in questo e' molto differente dalla ex mamma russa; lo si vede nella gente, ma non proprio nel governo. alby giovedì, marzo 29, 2007
Sono in rosso sul banco posta e sul conto corrente. Sono stanco ed emotivamente provato. Sono anche confuso. Sarebbe il momento giusto per andare via di testa.
martedì, marzo 20, 2007
Mi piace il lavoro che faccio. Ma in questo periodo si stanno accumulando vari impegni lavorativi che si aggiungono al periodo già abbastanza difficile a ridosso del mio trasloco. Oggi ho passato un sacco di tempo alla tastiera. Ho saltato l'allenamento. E questo non mi fa bene. Ho assolutamente bisogno di qualche giorno di riposo. Che poi vuol dire fare cose diverse da quelle che sto facendo forsennatamente in questo periodo.
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Una nave in porto é al sicuro, ma non é per questo che é stata costruita ..
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