martedì, gennaio 23, 2007
Fantasie ciclistiche si mescolano a fantasie artigianali. Tra queste fantasie si trova una traccia dei miei sogni.


E poi si possono trovare forni e torni anche da Disegni & C, c'é un piccolo portale relativo a Le ceramiche di Nove e Bassano, un sito sulla ceramica raku ed un sito personale sempre sulla ceramica raku.
lasciato da slapshot | 18:35 | commenti | [parole]
In maniera inaspettata si é presentata sul mio cammino un'opportunità lavorativa che potrebbe riportarmi sui miei passi. E' ancora tutto da discutere, tutto da verificare. E per questo motivo non dovrei metterci su il cuore piú di tanto. Nonostante questo, tanti pensieri mi si affollano nella mente. Dopo le vacanze natalizie ero tornato a milano pieno di buoni propositi, di buone intenzioni. E già nella settimana successiva mi ero reso conto che questi buoni propositi, queste migliori intenzioni avevano bisogno di tempo per prendere corpo. Molto piú tempo di quanto io abbia a mia disposizione. La nico ha cambiato definitivamente casa e dal mese prossimo, secondo gli accordi, aumenterà l'importo che le verso per marco. E questo mi darà uno scossone economico non da poco. A questo bisogna aggiungere che in questi tre anni che sono a milano ho accumulato una stanchezza cronica, che faccio fatica a smaltire. Sono stanco del lavoro che svolgo, stanco di impiegare tanto tempo per raggiungere il posto di lavoro, deluso per non aver vissuto milano come avrei voluto, stanco di attraversarla da parte a parte solamente sottoterra, stanco di fare su e giú quasi tutti i week-end, di non poter coltivare la conoscenza delle persone che mi capita di incontrare lungo il mio percorso, di non poter seguire gli allenamenti come vorrei. Molto di quello che accade dipende da una mia scelta, dal desiderio di vivere con la persona che amo. Scelta che ho attuato in totale libertà, che ho voluto fortemente. Che porta con sé, come ogni scelta, alcuni svantaggi dal sapore un po' amarognolo. Capita di parlarne e mi rendo conto che la relazione con me sia complessa. Accettare che io abbia un forte legame con un altra persona, mio figlio, e che io dedichi del tempo a lui é sicuramente difficile. Cosí come é complesso prendere delle decisioni che ci riguardano tenendo in considerazione il fatto di avere un figlio in un altra città. E' sicuramente penalizzante per entrambi. Con la differenza che a me la cosa sta bene, non riuscirei a fare diversamente. Mentre per lei é sicuramente una situazione estranea, una limitazione che fa fatica a considerare. Qui si potrebbe aprire una parentesi su questo aspetto, sul fatto di prendersi reciprocamente senza riserve, sul fatto di accettare le peculiarità di ognuno, sulla questione delle aspettative che ognuno si porta appresso e sulla visione un po' di parte che elena ha del rapporto a due.
Cambiare casa é complesso e penalizzato dal fatto che elena ha un budget molto piú limitato del mio. Ed é pigra nei confronti dei cambiamenti che riguardano il luogo nel quale vive.
Tenere due appartamenti é per me troppo oneroso e purtroppo non riesco piú a farvi fronte. Personalmente rimarrei a milano. A me piace milano, anche se é inquinata, caotica e frenetica. Mi piace quel poco che sono riuscito a vedere di questa città e mi piacerebbe conoscerla piú a fondo. Ma diventerebbe molto faticoso gestire il rapporto con marco. Secondo me potrebbe anche salire da solo. A tredici anni non é uno stupido. Ma questa é un'aspettativa da parte mia che non mi sembra corrisponda ad una sua volontà/necessità.
lasciato da slapshot | 13:51 | commenti | [parole]
Sebbene la vita sia un continuo movimento, un alternarsi di cicli, quando termina un ciclo c'é un momento in cui mi guardo indietro, prima di chiudere la porta, e ripenso a ció che é stato. Alla strada percorsa, ai momenti piacevoli e a quelli scabrosi, agli errori commessi e alle incertezze nell'incedere. Sabato sono passato dall'appartamento per recuperare le poche cose che avevo lasciato. Entrare in quei locali vuoti, con i mobili svuotati é stato come guardare il campo da gioco dopo aver partecipato alla partita, quando tutti sono andati via e le luci sono state spente. Ho preso le mie cose, marco le sue e poi siamo andati via. Durante questo periodo di tempo che mi é sembrato una sorta di rito di passaggio, la presenza dei miei é stata un costante rumore di fondo. Successivamente abbiamo pranzato insieme, in una trattoria. Ed é stato deprimente constatare quanto questo momento mi sia diventato indifferente. Come se pranzassi con degli estranei. Con la differenza che questi estranei io li conosco e non ho voglia di approfondire ulteriormente tale conoscenza. Domenica prossima é il mio compleanno e in questo periodo mi capita spesso di pensare al mio percorso. Guardandomi indietro so da dove sono partito e riesco a scorgere il cammino percorso fino a questo momento. Faccio invece fatica a capire in che direzione mi sto muovendo e per quale motivo. Ci sono diverse idee che si agitano nella mia testa, desideri che vorrei soddisfare. Senza far torto alle persone che amo e possibilmente senza far torto a me stesso.
lasciato da slapshot | 12:27 | commenti | [parole]
giovedì, gennaio 11, 2007
lasciato da slapshot | 17:29 | commenti | [parole]
lunedì, gennaio 08, 2007
Vorrei fare tante cose, troppe. Esco dall'ufficio e vorrei camminare, ma e già buio e una lieve foschia rende tutto piú evanescente, piú sfuocato. Ho voglia di vedere elena e quindi prendo l'(astro)navetta.
Giornata di rientro, oggi. Manutenzione e pulizia l'attività principale. Ieri sera ho letto un'articolo su Ivan Illich pubblicato su Libertaria.
Si parla di ospitalità e della sua evoluzione nel corso dei secoli nella cultura occidentale.

"Un'esperienza raccontata dal vecchio cardinale Jean Danielou cattura questa complessa verità storica. Un amico cinese del cardinale, dopo essere divenuto cristiano, decide di fare un pellegrinaggio a piedi da Pechino a Roma. In Asia centrale trova ospitalità dappertutto; nei paesi di lingua slava comincia ad avere qualche difficoltà, anche se trova ancora gente disposta ad ospitarlo per una notte in casa. Ma quando arriva in Europa, nei paesi delle chiese occidentali, deve cercare alloggio e riparo negli ospizi e nei rifugi per i poveri, perché le porte delle case private sono chiuse a stranieri e pellegrini"

"L'ospitalità è qualcosa che la gente faceva istintivamente, un'accoglienza informale, una maniera di dare una mano allo straniero o al passante in difficoltà. Era l'appello al faccia a faccia, la decisione personale di incontrare l'altro nei suoi problemi contingenti, senza volerlo definire a partire da questi. Fin quando nel terzo secolo dopo Cristo al tempo di Costantino la chiesa non pensa bene di istituire degli ospizi, degli xenodocheion dal greco xenia che sta per ospitalità. Da quel momento l'accoglienza passa dalla decisione di ciascuno nei confronti del prossimo alla istituzione di un luogo che definisce i criteri e i requisiti per essere considerati poveri e bisognosi"

L'asocialità di cui il mondo contemporaneo fa prova, la paura e il disinteresse per i vicini che [...] ha ormai decretato la fine di ogni forma spontanea di aggregazione, sarebbe dunque un male originato in quei secoli lontani.
lasciato da slapshot | 16:28 | commenti | [parole, navigazione]
giovedì, gennaio 04, 2007

Primo collegamento dell' anno nuovo. Mentre scarico la posta, mi annoto alcuni siti sui quali tornare nei prossimi giorni. Il primo è Alpinia.net sito che si occupa di editoria di montagna. E'  interessante per alcuni aspetti strutturali relativi ad un sito di tale tipologia. Ci sono poi un paio di siti di fornitori di hosting: Natan.it e Tol.it per approfondire alcune idee che bollono in pentola. C'è poi il sito di Infomaniak.it relativo alla vendita di prodotti hardware. Sito ricco e molto interessante.

lasciato da slapshot | 11:08 | commenti | [parole]

E' stato un capodanno piacevole anche se a tratti difficile.

lasciato da slapshot | 10:21 | commenti | [parole]



Una nave in porto é al sicuro, ma non é per questo che é stata costruita ..