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venerdì, gennaio 28, 2005
Sono andato a prenderla alla stazione. Faccia un po' stravolta per il viaggio. Ma sempre bellissima. Anzi, bella bellissima. L'ho riabbracciata e l'ho accompagnata a casa. Abbiamo mangiato insieme. Ero contento come un bambino. Ho sparato una quantitá di cazzate invereconda. Ma piú lei rideva, divertita, piú me ne uscivano di nuove. Casa sua sembra rimasta immutata. Eppure a ben guardare ci sono mille piccoli nuovi particolari. Che parlano di lei. Che la raccontano. Si era deciso di brindare a mezzanotte, per il mio compleanno. Ma erano le undici e lei stava collassando. Ci siamo addormentati insieme e verso mezzanotte e mezza ci siamo svegliati. O meglio, io mi sono svegliato e le ho rotto il cazzo fino a che non ci siamo alzati. Stappo dello spumante, taglio della tortina comprata prima di rientrare a casa. Buona la tortina, piacevolmente dolce lo spumante. Stupendi i suoi occhietti da sonno. Quanto mi piace quando sorride. Quanto mi piacciono i suoi occhietti sorridenti. Tornati nel lettone, ne ho approfittato per baciarla lungamente. Lo ammetto, avrei fatto volentieri l'amore con lei. Ma non era il momento, sarebbe stata una forzatura. E io non volevo che lo fosse. Ci siamo addormentati incastonati l'uno nell'altra. Abbiamo vagato nel letto tutta la notte. Mi sono svegliato diverse volte. Ed ogni volta é stato un piacere trovarla di fianco a me. Poter sentire il profumo della sua pelle. Poterle schioccare un bacio. La sveglia é arrivata troppo presto. Avrei voluto svegliarmi con calma con lei. Ed ora, che sono in ufficio, ho il magone. Mi sento come se mi stessero strizzando lo stomaco. Dio quanto mi manca. giovedì, gennaio 27, 2005
Ci sono volte che vorrei avere a portata di mano il portatile per scrivere le cose che mi passano per la mente. Considerazioni che vengono a galla soprattutto alla mattina appena sveglio. Una sorta di risultato del rimuginare nel sonno, momento durante il quale mi sembra di essere completamente spento. Poi peró se non li scrivo, i pensieri se ne volano via quando esco di casa per andare a lavorare. E ora che sono nelle condizioni di scrivere, non mi ritorna in mente nulla. Stamattina é stata dura alzarsi. Due giorni di allenamento di seguito hanno messo a dura prova il mio fisico, segnato dal tempo e penalizzato dalla genetica. La sensazione é di quelle conosciute. Pesantezza nei movimenti, torpore alle gambe, generale senzazione di stordimento. La doccia é stata sicuramente un toccasana, ma non mi ha ricaricato quanto pensavo. In effetti, dopo la doccia sarei tornato molto volentieri a letto per un supplemento di sonno di un paio d'ore. Ma non avevo voglia di scombinare i miei programmi. Stasera terzo allenamento, palestra grande. L'anello nel quale girare é piú grande, la velocitá maggiore e anche la soddisfazione che ne deriva. Stasera saró bollito. Ma vado a prendere alla stazione e di ritorno da londra. Mi fa veramente piacere rivederla. E' da prima di natale che non la vedo e mi manca parecchio. Non vedo l'ora di riabbracciarla. Mi piace accompagnarla a casa e coccolarla. Mi piace stare con lei. E sono contento di festeggiare il mio compleanno con lei, stanotte, all'inizio del nuovo giorno. martedì, gennaio 18, 2005
Da questa settimana ho cominciato ad allenarmi anche al lunedi. Devo dire che dopo il raduno a Cantú le mie gambe e la mia tecnica hanno fatto una sorta di salto di qualitá. Fatto sta che ieri sera sono riuscito a rimanere nel gruppo degli atleti senior. Delle due serie da 100 giri, nucleo dell'allenamento di ieri sera, ho perso solo una decina di giri verso la metá di ogni serie. Poi sono riuscito a rimanere incollato al Manú per gli ultimi 40 giri e sono riuscito anche a tirarne dieci mantenendo l'andatura. Stupendo!! Sono riuscito a volare in formazione anch'io e ne sono veramente contento. In compenso, alla fine della seconda serie la mia faccia aveva assunto un color rosso purpureo uniforme. Devo dire che ero veramente alla frutta. Non avrei retto una terza serie. L'unico neo della serata é stato quando é caduta Clod ed io, che le ero immediatamente dietro, saltandola l'ho colpita alla nuca con lo stinco sinistro. Ci sono rimasto davvero male perché ha preso un brutto colpo e io non sono riuscito ad evitarla completamente. Fortunatamente dopo pochi minuti era giá in piedi, con il collo dolorante e una bella sbucciatura al gomito sinistro. Nel complesso é andata bene. venerdì, gennaio 14, 2005
Ieri sera, all'uscita dalla palestra, c'era la nebbia. Il paesaggio era stupendo, la visibilitá era ridotta e tutto era avvolto in questa surreale bambagia che é la nebbia. Ieri mattina, passando a lato del parco nord, l'ho vista ancora. Era ancorata tra gli alberi e dava al parco un fascino particolare. Avessi avuto il tempo, mi sarei fatto un giro dentro al parco. Con la nebbia. Anche se é molto piú suggestiva di notte. Ero stanco, ieri sera. Ma per un attimo ho pensato di andare a farmi un giro nel parco. Passeggiare con la nebbia mi sembra un'esperienza al limite del mistico. Esiste solo quello che riesci a scorgere. Al di la di quello, potrebbe esserci quello che c'é di solito oppure potrebbe non esserci piú nulla. E cercando su google ho trovato questi versi. NEBBIA (Maria Antonietta) |
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Una nave in porto é al sicuro, ma non é per questo che é stata costruita ..
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