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domenica, ottobre 26, 2003
Prime impressioni - a parte la crisi di astinenza da internet che ha contraddistinto questa settimana (dal momento che non ne ho l'accesso dal posto di lavoro) e che ha influito negativamente sui miei post, non mi posso lamentare della mia prima settimana milanese. Interessante il tipo di lavoro e l'ambiente lavorativo. Grazie ad un'amica conosciuta da poco, sono riuscito a trovare da dormire. E la persona che mi ha ospitato é veramente simpatica e disponibile. Ci sono buone possibilità che riesca a sistemarmi, abitativamente parlando, per la settimana prossima o al più tardi per l'inizio del nuovo mese. Ora devo prepararmi la valigia che tra un po' porto m. da sua madre e poi ritorno in quel di milano. Giusto per evitarmi l'alzataccia di domani mattina. Il week-end é trascorso in un attimo. Troppo in fretta. Peccato.
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19:22 | commenti (3) | []
mercoledì, ottobre 15, 2003
Il consulente - atto primo - sono dotato di partita iva. Ora posso fatturare. Il bozzolo si é rotto. Le ali sono ancora bagnate e arrotolate. Le stendo lentamente. Sono belle. Fragili ma belle. Aspetto che si asciughino. Lunedi comincio a volare.
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12:55 | commenti (10) | []
Il tuffo - i piedi sul bordo di una stupenda scogliera, il mare molto più in basso sembra troppo distante. Il salto é fattibile, basta calcolare bene il momento dello stacco in modo da arrivare quando il livello dell'acqua é alto. C'é vento e si sente l'odore del mare. L'aria é tersa e l'orizzonte si distingue nettamente. Sento il calore del sole sul viso, mi piace e mi rasserena. Ho paura, ma sono contento. Guardo in basso e comincio a seguire il ritmico alternarsi dell'acqua contro la parete rocciosa. Arriva, accarezza la parete e si frange poco più in là. Poi torna indietro. Vedo riemergere le rocce sottostanti, vedo il leppego e le pattelle. Non sono in grado di calcolare con precisione il tempo necessario ad arrivare al mare. Quindi decido di partire poco prima che l'onda torni indietro. Continuo a seguire il movimento del mare. E' giunto il momento, l'onda sta arrivando. Prendo un lungo respiro. L'onda sta per frangersi. Salto. Sono in aria. Ogni ripensamento non ha più ragione di esistere. Mantengo l'assetto e vado giù in picchiata. Il volo dura pochi secondi, non sono in grado di contarli. Eppure sembra un tempo infinito. Mentre volo non penso a nulla. Aspetto.
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12:46 | commenti (1) | []
martedì, ottobre 14, 2003
Angoscia - stamattina mi sono svegliato con un'angoscia opprimente e con un pensiero fisso: non sono sicuro di sentirmela. Cazzo, fino a ieri ero convintissimo, pronto a spaccare il mondo. Poi ieri sera, mentre chiaccheravo con amici, una domanda si é insinuata nella mia mente: ma perché te ne vuoi andare da qui? e le risposte che fino ad ora mi ero dato sembravano non avere più senso. Si chiaccherava, la compagnia era piacevole e non ho dato troppo peso alla cosa. Sono arrivato a casa tardi, ho svuotato il borsone e sono andato a dormire. Stamattina mi sono svegliato poco prima che suonasse la sveglia. E la stessa domanda mi si é ripresentata, come se mi avesse atteso tutta la notte, vegliando su di me e aspettando che mi ridestassi. Mi ha accompagnato mentre mi lavavo la faccia. Mentre mi vestivo. Nei vestiti che ho messo questa mattina c'é una parte della risposta. E non é la risposta che mi aspettavo. O forse lo é. Mentre guidavo per arrivare in ufficio, anche ora che sto scrivendo questo post continuo a sentire questa domanda nella testa. La sento nello stomaco. La sento dentro me. E tutte le risposte che avevo dato fino ad ora si scontrano contro l'unica che riesco a dare ora: non me ne voglio andare.
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09:46 | commenti (2) | []
lunedì, ottobre 13, 2003
Mettersi in proprio 1 - più passa il tempo più mi convinco di essere in procinto di fare la puttanata della mia vita. Il contratto di consulenza che mi accingo a firmare prevede come tempi di pagamento 90 giorni data fattura. E già questo mi fa girare le palle. Chiaramente alla mia obiezione mi viene replicato che quella é una tempistica di mercato. Allora mi metto alla ricerca di una banca che mi faccia l'anticipo su fattura. Che simpatici che sono: per avere una linea di credito devi mettere almeno dei titoli a garanzia. A quanto pare non bastano le fatture, anche se emesse nei confronti di una ditta solida. Bella rottura. E dove cazzo li prendo i soldi per sopravvivere fino a Natale? Anzi fino a dopo Natale? E i regali? Con cosa li pago? Più passa il tempo, più mi rendo conto di essere un emerito demente. Che finirà male.
Pranzo - oggi m. ed io siano andati a mangiare fuori con i miei per il compleanno di mia madre. Il commento sulla giornata potrebbe richiedere parecchie righe, ma volendo sintetizzare al massimo: é passata. Chi ci avesse guardato da fuori non avrebbe certo capito che si festeggiava un compleanno. Mia madre oggi era polemica per ogni cosa che faceva o diceva mio padre. Ogni cosa era un pretesto per rompergli i maroni. Ora non voglio dire che mio padre sia una povera vittima. Anche lui ha le sue. Ma rompersi il cazzo a vicenda su questioni irrilevanti é veramente una tristezza. Questo é uno dei motivi per i quali mi sono separato da n. Per evitare di cadere nella sindrome del farsi del male a vicenda solo per non aver avuto il coraggio di separarsi (cosa che, nel caso dei miei, vale solo per mia madre). E' anche per questo che non mi va che m. stia con loro ed é per questo che non insisto con n. su questa cosa. E' veramente triste assistere a questi inutili battibecchi che non portano a nulla se non all'imbarazzo nel trovarcisi in mezzo. Ma torniamo al fantastico pranzo. L'unica cosa positiva é stata che ho mangiato veramente bene. Anche se troppo. Io non amo mangiare tanto perché poi mi sento rincoglionito dal mappazzone allo stomaco e l'unico desiderio che si impossessa di me é quello di raggiungere una superficie mediamente orizzontale per poter smaltire l'abbuffata. Orrendo. M. invece si é eclissato giocando con il gameboy e il nuovo gioco che si é comprato venerdi sera. Certo avrei potuto insistere perché smettesse, ma per fare cosa? Per fare due chiacchere con i nonni? Che non dicono un cazzo? O che gli chiedono se ha fatto i compiti o se gli piace la scuola? Cazzo, ma sempre quello chiede mio padre? Comprendo bene n. quando mi diceva che non voleva partecipare a questo tipo di pranzi. Mi chiedeva sempre il perché partecipassi. La risposta é di quelle che non soddisfano più di tanto: partecipo perché spero sempre che qualcosa cambi, perché mi sentirei una merda a non aver voluto partecipare ad un pranzo (di quelli cosidetti canonici tipo "per il compleanno della mamma") con i miei pur sapendo che mi sentirò di merda dopo avervi preso parte. Questa risposta non ha mai soddisfatto n. A distanza di tempo non riesco a darle torto. Se consideriamo che questo é il tipico pranzo di famiglia (della mia famiglia) e che quando vi partecipava anche lei immancabilmente mia madre faceva di tutto per metterla in imbarazzo e/o stuzzicarla e io mi ci trovavo in mezzo non volendolo, posso capire perché non abbia più voglia di salutarla. A sestri levante, dove siamo andati a fare due passi nel dopopranzo, c'era il sole e molti stranieri in tenuta da trekking, con gli zaini e tanto tanto scazzo appresso. Avrei voluto essere come loro e con loro.
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01:54 | commenti (2) | []
giovedì, ottobre 09, 2003
Ordine - mettere a posto le proprie riviste di informatica e rileggersi un vecchio numero. Bellissimo.
lasciato da slapshot |
02:24 | commenti (6) | []
martedì, ottobre 07, 2003
Stranezza - lo so, é strano. Per tutta questa settimana ho sperato che la cosa non andasse in porto, complice il fatto di non aver sentito nessuno. Che ci potesse essere un'altra strada da percorrere per non andare via da qui. Pur sapendo che non posso continuare con questo stipendio da fame. Pur sapendo che se sono con l'acqua alla gola é anche (e soprattutto) colpa mia. Pur sapendo che probabilmente là, lavorativamente parlando, é meglio di qua. Pur trillando per questa nuova opportunità, ma con la fottuta paura, una volta là, di voler tornare indietro e di non poterlo fare. Chissà se riesco ad essere come l'acqua di un ruscello e non come il sasso che giace in esso ? La citazione l'ho trovata qui.
lasciato da slapshot |
12:54 | commenti (2) | []
giovedì, ottobre 02, 2003
A proposito - ieri é arrivata la scheda madre che ho ordinato. Ieri sera sono passato a prenderla da p. ma poi sono uscito per andare da f. e quando sono tornato ero talmente bollito che l'ho solamente spacchettata. Ho dato un'occhiata al manualetto e alla scheda. E' bellissima e piccolissima. Stupenda. Non mi rimane che fare tutti gli esperimenti che ho in programma di fare. Per la cronaca, la scheda in questione é quella della foto.
lasciato da slapshot |
15:20 | commenti (3) | []
La telefonata - solitamente a metà settimana ricevo la telefonata di mia madre (ma mi viene fatto notare che dovrei essere io a chiamare). E immancabilmente, alla sua conclusione, mi rimane un gusto amaro in bocca, talvolta un senso di tristezza, di grigiore. Le domande sono scontate. Mi domanda come sto. Io sto sempre bene per lei, tanto anche se stessi male non ci potrebbe fare niente. E poi mi direbbe che la faccio preoccupare. Mi chiede se ci sarà mai il caso che n. le lasci m. un pomeriggio. E qui do una risposta incompleta. Le dico che quando m. sta con sua madre é lei che decide a chi lasciarlo quando va a lavorare. A dire il vero ho provato a spiegare a mia madre che questa non é l'unica ragione. Che tutte le volte che interagisce con n. dice qualche cazzata di troppo. Che non mi piace che m. assista ai loro battibecchi (tra mia madre e mio padre) infantili ed inutili. Così come non piaceva a me assistervi quando abitavo con loro. Che mio padre parte con delle elucubrazioni con m. (in buona fede, a lui piace parlare a qualcuno - peccato che non si curi di capire se l'interlocutore é interessato) senza curarsi del fatto che, molto spesso, m. non lo segue più dopo i primi minuti di "dialogo". E ce ne sarebbero altre da raccontare. Ma il rivangare e il soffermarsi su queste cose mi intristisce sempre. E, solitamente, al termine della telefonata scaccio la tristezza con un mantra molto efficace: mavaffanculova.
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Una nave in porto é al sicuro, ma non é per questo che é stata costruita ..
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